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Claudia Melotti espone alla Fortezza

“Libere migrazioni – Correnti di deriva” è la personale di Claudia Melotti che andrà in scena alla Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano da domenica 2  a domenica 16 settembre 2018.

Curata da Carlo Severati e Carla Corrado, con una intervista di Paolo Balmas e patrocinata dal Comune di Monte Argentario, la mostra propone le opere presentate lo scorso maggio nella Galleria Embrice. Sculture che riproducono migrazioni reali di popoli, ma anche metaforiche, viaggi interiori di un’artista alla continua ricerca del senso dei cambiamenti che segnano la storia individuale e delle popolazioni.


Nell’ambito della mostra sono previsti diversi eventi culturali. Il 3 settembre dalle ore 16.00 alle 19.00, ci sarà il vernissage durante il quale sarà possibile incontrare Claudia Melotti. La stessa sarà presente in Fortezza anche in occasione del finissage, insieme all’artista ci sarà un momento d’incontro legato alle tematiche (Libere Migrazioni) suggerite dalle opere in mostra.


Le migrazioni nelle quali l’artista ci conduce, sono anzitutto dentro di lei. Non sono soltanto i popoli a migrare, ma il fluire di tutto intorno a lei viene letto come migrazione. Le migrazioni di Claudia Melotti fanno comprendere il peso della vita sul quotidiano, superano le distinzioni di genere, diventano ponte tra linguaggi e culture. Artista eternamente in viaggio, costantemente proiettata verso la ricerca, nel senso più ampio del termine. I legni che raccoglie, dipinge e ripropone sono  tuttavia memoria iconica delle grandi migrazioni. Il suo percorso si può definire un itinerario in continua evoluzione, libero dagli stereotipi, da qualsiasi barriera subculturale, molto vicino al volo di un uccello migratore. Nel suo continuo libero migrare tra il Mediterraneo e il cuore del continente Africano, Claudia Melotti importa ed esporta, esperienze e conoscenze, convenzioni e tradizioni, ma anche speranze, sofferenze e iniquità, in una parola: contraddizioni.

Nel suo instancabile viaggio l’artista individua però un punto fermo: un centro, che può essere interpretato ora come un bersaglio, ora come un obiettivo, un cuore, un punto di vista, ma anche un’origine, intesa come inizio, genesi, punto di partenza o arrivo. Il tema della migrazione è sempre presente nella sua grande complessità, così come lo è il tema della deriva. L’artista vuole creare ponti, zone franche, territori comuni nel suggerire domande, accogliere ed elaborare risposte.  



Porto S. Stefano,30 agosto 2018





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